Durante il processo sono emerse diverse contraddizioni , i giudici le chiamano «aporie», tra quello che lei aveva raccontato sulla presunta violenza sessuale subita dal prete all’Istituto Cristo Re e le deposizioni dei testi ascoltati in aula. In sostanza era una ricostruzione dei fatti inverosimile. Quel giorno “incriminato”, in quella stanza, la numero 119, in un corridoio molto frequentato,...
Messina, «vittima degli “abusi” poco credibile»: ecco perché don Marino è stato assolto